Può forse sorprendere che la maggior valorizzazione delle zone verdi appaia il problema più rilevante, considerato che Locarno è proprietaria di oltre 100’000 mq di aree verdi, distribuite tra giardini pubblici, parchi, boschi e superfici varie, con 8 km di viali alberati, con diverse centinaia di piante. Locarno è attorniata da monti e valli ricchissimi di boschi e possiede una parte notevole del Piano di Magadino. Forse ci si è concentrati solo sul verde all’interno della Città, malgrado il Bosco Isolino, i giardini Pioda ed Arp, il Parco della pace, quello delle Camelie, il Parco Robinson e la zona golenale della Maggia. Forse l’accentuata sensibilità ecologica e il desiderio di avere del verde direttamente sotto casa spiegano questo esito. Che al 2° posto si collochi l’aiuto a chi è in difficoltà per il Covid19 purtroppo non sorprende, a causa del perdurare della pandemia, che ha avuto ed avrà importanti ripercussioni a livello economico, sociale e sanitario. 

La maggior animazione della Città con nuovi eventi è una richiesta che nasce probabilmente dalla voglia dei cittadini di poter fruire di maggiori occasioni di svago e dalla necessità di attirare maggiormente i turisti, indispensabili all’economia locale.

Lo scarso interesse per la zona industriale nasce forse da una sottovalutazione dell’importanza per le finanze cittadine di questo settore, che si svolge su un sedime lontano dalla Città e che sin qui non è mai decollato come si voleva.

Tocca poco la pedonalizzazione della Città vecchia, che se da un lato potrebbe essere maggiormente valorizzata, d’altro canto forse danneggerebbe i piccoli commerci che la animano. 

N.B. I risultati sono calcolati su 81 partecipanti al sondaggio e non hanno un valore scientifico.