Intervista di Daniel Mitric pubblicata il 25 marzo 2021 sl Corriere del Ticino

  1. Quali sono i progetti prioritari in ambito scolastico?

Dobbiamo far sì che la scuola sia conciliante con i bisogni moderni delle famiglie: questo significa adattare gli orari scolastici secondo le esigenze dei genitori e avere un accompagnamento pedagogico-scolastico efficace affinché i ragazzi siano preparati per la loro carriera professionale.

E naturalmente dobbiamo avere una logistica scolastica in ordine perché strutture moderne sono la base per un insegnamento di qualità. Il Consiglio comunale ha già stanziato diversi crediti per ristrutturare le nostre scuole, ma questo è solo un punto di partenza.

  1. Locarno è appena diventata “Città amica dei bambini”: nel concreto cosa si può ancora migliorare per invogliare le famiglie a trasferirsi?

Le famiglie vengono ad abitare a Locarno se ci sono spazi verdi vivi e di qualità, se i giovani hanno luoghi in cui divertirsi e, soprattutto, se vi sono opportunità di lavoro. In questo senso dobbiamo impegnarci affinché la qualità di vita sia mantenuta alta.

Ma dobbiamo anche far sì che i giovani si sentano coinvolti nella vita politica comunale: dobbiamo quindi creare un luogo in cui i giovani possano ritrovarsi e discutere dei temi a loro cari con i politici comunali, in un formato totalmente apartitico.

E poi dobbiamo naturalmente continuare ad assicurare servizi, a cittadini e famiglie, al passo con i tempi.

  1. Il Convivio intercomunale dei sindaci del Locarnese ha appena dato mandato a Pro Juventute per una “mappatura” di tutti i servizi a favore dell’infanzia, dei giovani e delle famiglie: quale deve essere l’obiettivo finale dell’operazione?

Il nostro impegno è caratterizzato dal volere una Locarno in cui è bello nascere, crescere, abitare, studiare, lavorare, divertirsi e fare sport. Nel contesto regionale è quindi importante implementare strumenti a favore dell’infanzia, dei giovani e delle famiglie creando collaborazioni in modo da progettare meglio lo sviluppo economico e sociale, e questa “mappatura” deve essere la base per la pianificazione della politica famigliare e giovanile dei prossimi anni.

  1. La cultura è spesso considerata un semplice costo, da tagliare nei momenti difficili. Cosa ne pensate?

La cultura crea benessere sociale e anche, e soprattutto, economico creando posti di lavoro. La cultura è una parte essenziale per la qualità di vita di tutti i cittadini: ecco perché sono convinto che la cultura non è una spesa ma un investimento, e in questo senso vorrei si investisse di più.

Daniel Mitric
Lista 1 candidato al Municipio 3 e Consiglio Comunale 20